 Sara' disponibile, entro gennaio del 2007, un unico database delle frequenze televisive utilizzate in Italia. Il ministero delle Comunicazioni e l'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni concorreranno alla sua realizzazione.
Quella che Paolo Gentiloni definisce come ''un'operazione trasparenza''
servira' a colmare un vuoto informativo ''grave'' e non rinviabile dal
momento che l'attuale censimento risalente al 1990, peraltro incompleto
e impreciso, ha gia' messo l'Italia in una condizione di svantaggio. La
prossima settimana, infatti, si conclude a Ginevra il negoziato
internazionale dell'Itu, l'agenzia delle Nazioni Unite competente nella
distribuzione di frequenze 'protette', che fara' si' che ciascun paese
possa disporne di un determinato pacchetto al riparo da interferenze.
Il governo italiano - ha assicurato Gentiloni - fara' il possibile per
raggiungere il risultato migliore, ma ammette stiamo scontando le
inefficienze del passato.
La realizzazione del database, strumento ritenuto fondamentale dal presidente dell'Agcom, Corrado Calabro', potra' servire alla verifica circa l'efficiente utilizzazione dello spettro radioelettrico, all'individuazione di frequenze ridondanti, ed al miglior uso delle risorse disponibili, oggi particolarmente limitate rispetto alla domanda. Precisa Calabro' che le frequenze sono soggette alla sfera giuridica dell'uso e ''quelle che non verranno utilizzate'' - sottolinea Gentiloni - dovranno essere restituite. L'obiettivo e' quello della liberalizzazione del mercato, ma da realizzare sulla base di una fotografia reale dell'esistente. Un database, appunto, che verra' costantemente verificato e aggiornato. Calabro' suggerisce anche misure sanzionatorie piu' pesanti per chi denuncera' il falso. La sua costituzione non sara' indolore. Ma Gentiloni assicura che ''non andremo a chiudere impianti'', ma verificheremo ''la corrispondenza di questi ultimi con le dichiarazioni delle imprese. Non c'e' niente di politico, se di politico si intende il perseguimento di interessi di una parte politica, c'e' molto di politico, invece, se questa iniziativa viene configurata per quello che realmente rappresenta'': un passo avanti per l'Italia nella conoscenza di un settore strategico.
Un gruppo di lavoro congiunto tra Ministero delle Comunicazioni e Agcom provvedera' alla realizzazione del database. L'intesa soddisfa le esigenze del ministero che deve tenere un Registro Nazionale delle Frequenze e quelle dell'Agcom che ha la necessita' di costituire un Catasto Nazionale delle Frequenze, i cui dati confluiranno nel Roc, il Registro degli operatori di comunicazione. |