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'Il passaggio dall'analogico al
digitale non sara' un dono del cielo, ma una conquista, un processo per
il quale serve una nuova strategia, visto che quella precedente ha
fallito, non e' piu' valida e ha avuto l'opposizione di Bruxelles".
Cosi' il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni ha delineato le
intenzioni del nuovo esecutivo in merito al passaggio alla nuova
tecnologia digitale nella televisione.
Parlando a chiusura del
convegno organizzato dalla Fondazione Einaudi e It Media, il ministro
ha sottolineato che, a differenza di quanto avvenuto nel recente
passato "questo governo promuovera' il digitale su tutte le
piattaforme, non solo sulla tv terrestre, ma anche satellite, larga
banda (Iptv) e telefonini (dvbh). Questo anche perche' e' ormai chiaro
che per avere una copertura di tutto il territorio con il segnale tv
sara' necessaria un'integrazione fra i vari sistemi, in particolare con
il satellite".
La strategia che il governo si propone di adottare
non sara' certamente ''quella della semplice attesa che gli italiani
comprino un televisore con annesso decoder'' ha affermato Gentiloni, ma
non ha voluto anticipare quale sara' il campo di intervento pubblico
per favorire lo switch off dell'analogico e l'avvio della rivoluzione
digitale. Il ministro ha pero' battuto molto il tasto sulla necessita'
di contenuti: "alla nuova tv digitale servono tre cose: contenuti,
contenuti , contenuti. Solo con questi si potra' immaginare una
accelerazione della nuova tecnologia".
Ma se gia' pensa alla tv del
futuro, Gentiloni non dimentica i problemi dell'analogico: "servono
regole anche per la tv di oggi per evitare chi i problemi dell'
analogico si ripresentino tali e quali sulla nuova tecnologia. Quindi
norme che tutelino l'equita', la trasparenza e il pluralismo. Regole
certe e non punitive, ma che ci aiuti a risolvere i problemi attuali
sull' analogico, quale miglior garanzia per avere una tv digitale
aperta e competitiva". |